Si muove artisticamente nell’ambito di molteplici stili musicali – jazz, ambient, house, elettronica e break beat, così come elementi della musica hip hop, rock e pop – e li rimodella creando opere uniche e drammatici paesaggi sonori di profonda intensità.
La sua naturale tendenza a far dialogare in modo originale linguaggi musicali differenti come il pop, il rock, il funk e il jazz moderno, ha stimolato il suo interesse tanto verso la musica acustica quanto quella elettronica. Questa abilità camaleontica lo ha presto affermato come un musicista molto ricercato a Oslo, cosa che alla fine ha portato al suo curriculum vitae ricco e diversificato come sideman. Durante il suo periodo con l’acclamato combo jazz, Masqualero, Molvaer è stato presentato a Manfred Eicher, che lo ha accolto nel suo prestigioso e lodato roster. Oltre ai tre album di Masqualero per la ECM, Molvaer ha registrato molte sessioni di studio classiche per la ECM con artisti come Robyn Schulkowsky, Marilyn Mazur, Oslo 13 di Jon Balke e Sidsel Endresen.
Accanto a queste prestigiose collaborazioni Molvaer non ha mai smesso di cercare una strada più originale possibile sia a livello compositivo che tecnico, cercando di rappresentare col proprio strumento le calotte polari quanto la sabbia ardente del deserto, il caos della folla come la solitudine totale, lo smarrimento che ritrova sempre la via del ritorno.
Molvaer ha un suono unico, fortemente influenzato dalla poesia della natura scandinava quanto dall’elettronica che molto si è sviluppata in Nord Europa e, ultimo ma non meno importante, da colleghi come Miles Davis e Jon Hassell. Ma più di ogni altra cosa Molvaer è se stesso. Ascoltandolo suonare è facile dimenticare che il suo strumento è una tromba.
- (R)Evolution (2024)