Prima artista italiana a firmare con la prestigiosa etichetta inglese Candid dello storico discografico Alan Bates, vince il Top Jazz 2014 come Miglior Nuovo Talento secondo il referendum annuale della critica specializzata indetto dalla rivista Musica Jazz.
Molto attiva nella scena jazzistica, partecipa a rassegne e festival in Europa, Asia e Sud America, presentando un vasto repertorio che va dall’American Songbook al jazz contemporaneo e collaborando con nomi di rilievo internazionale come Kenny Wheeler, Paul McCandless, Paolo Fresu, Javier Girotto, Nils Petter Molvaer, Michele Rabbia, Francesco Bearzatti, Maurizio Giammarco, Jim Rotondi, Dado Moroni, Roberto Gatto, Massimo Nunzi ed Enrico Pieranunzi.
Riserva un’attenzione particolare alla composizione e all’arrangiamento rielaborando con cura alcune pagine del jazz di oggi, scrivendo brani originali, declinando la propria creatività in percorsi musicali raffinati ed originali, come il suo lavoro discografico The Beat Goes On – Omaggio alla Beat Generation, presentato in molte occasioni di prestigio in Italia, nonché a Tokyo e al Festival Internazionale di Mumbai, che vede nella line up Francesco Bearzatti, Luca Mannutza, Paolino Dalla Porta, Marcello Di Leonardo, e coniuga in modo originale il jazz alla poesia Beat grazie anche all’utilizzo di registrazioni d’epoca dei poeti stessi, intessuti nella musica con creatività e sensibilità.
Altrettanta originalità si ritrova nell’esplorazione di un jazz dal sapore cameristico con il trio Un Minuto Dopo, un progetto per piano, voce e fiati, con Alessandro Gwis, Gabriele Coen e il grande oboista Paul McCandless, membro del leggendario gruppo Oregon, con cui si esibisce in numerose rassegne, ospitando in una edizione del Villa Celimontana Jazz Festival lo straordinario trombettista Kenny Wheeler.
L’interesse di Antonini verso nuove sonorità la porta ad intraprendere un’intensa collaborazione con l’arpista Marcella Carboni con la quale avvia il progetto e registra il disco Nuance, un duo arpa e voce, in cui entrambe sperimentano l’ultilizzo di elettronica, effetti e filtri sonori e campionamenti, che le vede protagoniste di diverse esperienze radiofoniche e di numerosi concerti in tutta Italia, in Brasile, Spagna ed Hong Kong. L’utilizzo di live electronics è il motivo propulsore dell’inclusione di Antonini nel Pollock Project, con il quale realizza i cd Ah! e Speak Slowly Please, firmati e suonati da Marco Testoni, progetti di musica visuale in cui l’elemento creativo jazzistico si appoggia su video art originali e inserti fotografici, in collaborazione con il movimento artistico del New Era Museum.
Il suo ultimo lavoro (R)EVOLUTION, di prossima uscita, è un progetto di musiche originali scritte con Alessandro Contini improntato su minimalismo, elettronica, sofisticate architetture sonore e ampi spazi di musica improvvisata dove campeggiano, oltre alle due voci, la tromba siderale di Nils Petter Molvaer, uno dei più apprezzati rappresentanti del jazz elettronico degli ultimi quarant’anni, le ambientazioni imprevedibili di Michele Rabbia e le stratificazioni sonore di Alessandro Gwis.
Si aggiunge a questa cornice la profonda conoscenza della tradizione jazzistica mainstream che trova spazio in numerose collaborazioni: Dado Moroni, Fabrizio Bosso, Maurizio Giammarco, Pietro Tonolo, Roberto Gatto, Aldo Bassi, Luca Mannutza, Max Ionata, Micheal Rosen, Greg Burk, Jim Rotondi, Domenico Sanna e molti altri, e la partecipazione come voce solista al visionario progetto di recente uscita firmato da Massimo Nunzi, Six Voices for A Voyager, un viaggio attraverso musiche originali in cui canta in 4 lingue, prodotto ed edito da Parco della Musica Records.
- (R)Evolution (2024)