Giovedì 29 Ottobre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

THE COMET IS COMING

The Comet Is Coming un gruppo musicale condotto dal sassofonista Shabaka Hutchings, che sin da i suoi esordi ha miscelato jazz ed elettronica con punte di funk e prog rock.

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Il loro live show è difficilmente relegabile in una sola categoria, l’essenza della loro proposta è un vero e proprio viaggio in cui i tre musicisti spaziano e trascendono da quella che può essere una semplice e mera “definizione” di suono. Sax, sintetizzatori e batteria insieme creano un suono che il quotidiano The Guardian ha definito “Futurismo Musicale”. Un approccio profetico a quella che potrebbe la musica di un nuovo mondo, alla ricerca di una radice primordiale del suono . Shabaka Hutchings, Danalogue e Betamax, hanno creato un intreccio linguistico che mette insieme i codici espressivi di Sun Ra, Frank Zappa e Jimi Hendrix.

Sabato 31 Ottobre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

FAMOUDOU DON MOYE ODYSSEY & LEGACY TRIO

Famoudou Don Moye, dal 1969 è il batterista e percussionista dell’Art Ensemble di Chicago con il quale ha registrato più di 70 CD tra i 180 CD della sua discografia.

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Nato a Rochester / New York nel 1946 in una famiglia amante della musica, studiò musica e filosofia alla Wayne State University di Detroit dove incontrò il trombettista, Charles Moore che divenne il suo mentore, e dove nel 1966 sentì per la prima volta il trio di Roscoe Mitchell, Lester Bowie e Malachi Favors e più tardi Joseph Jarman che divenne “Art Ensemble of Chicago, Great Black Music / Ancient To The Future”. In questo concerto presenta un omaggio alla tradizione delle percussioni afroamericane ed è la diaspora africana e le sue influenze. Il repertorio musicale comprende composizioni di Famoudou Don Moye, Lester Bowie, Joseph Jarman, Chico Freeman, Roscoe Mitchell, Dudu Kouaté, Christophe Leloil e altro ancora… Famoudou ha creato questo progetto per sottolineare ulteriormente il rapporto storico tra ottone e percussioni. Ha riunito un gruppo di musicisti di talento che hanno una conoscenza delle tradizioni del jazz, blues, funk, solista e improvvisazione collettiva.

Domenica 01 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

LUCA AQUINO TRIO guest MANU KATCHÈ GONG IL SUONO DELL’ULTIMO ROUND

Luca Aquino trio Special Guest Manù Katchè con Visual di Mimmo Paladino  e testi di Giorgio Terruzzi, Il trombettista Luca Aquino, racconta in musica  le grandi storie della boxe:

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da Carnera a Muhammad Ali, passando per Sugar Ray Robinson, Nicolino Loche, Carlos Monzon, fino a Tyson. Servono tutte le note possibili del jazz per raccontare le imprese, le vittorie ma anche le grandi sconfitte di questi atleti entrati nel mito della boxe. La musica di Luca Aquino con i visual curati dal grande Mimmo Paladino, caposcuola della transavanguardia italiana e i testi di Giorgio Terruzzi, tra le penne più brillanti e note del giornalismo sportivo italiano riesce qui a mettere in luce anche l’uomo che si nasconde dietro il grande campione, con le sue fragilità, i suoi sogni e i fallimenti. Sei storie di pugili per sei fantastiche parabole di vita, dove vincere o perdere non ha molta importanza, quando la grande impresa è riuscire a salire su quel ring.

Lunedì 02 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

SALUMADIANA – MINO CINELU e NILS PETTER MOLVÆR

Il titolo dell’album prende il nome da Sula, l’isola al largo della costa occidentale della Norvegia, da cui proviene Molvær, e Madiana, sinonimo di Martinica, da cui proviene il padre di Cinelu.

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L’album rende omaggio a Manu Dibango, Tony Allen e Jimmy Cobb.

Cinelu ha guadagnato fama internazionale negli album di Miles Davis come “We Want Miles” o “Amandla”. Ha lavorato con i Weather Report, Herbie Hancock, Pat Metheny, Sting, Santana, Lou Reed e Laurie Anderson. Nils Petter Molvær è una delle figure più importanti del jazz europeo. Il suo viaggio nelle aree inesplorate della musica abbraccia quasi una dozzina di dischi, sui quali ha esplorato varie combinazioni tra sonorità acustiche ed elettroniche. Entrambi sono maestri nella visualizzazione del suono, e nel cambiare il visibile in udibile. La loro casa musicale è l’intero pianeta, ma mentre il suono rauco e nuvoloso della tromba di Molvær evoca il freddo boreale, Cinelu è il fuoco ritmico dell’America Latina e dell’Africa. Su “SulaMadiana”, hanno finalmente trovato il loro spazio comune.

Sabato 07 Novembre | h 21:00

Monk

LA BATTERIA

I quattro componenti de La Batteria sono veterani della scena musicale romana più trasversale, la migliore realtà nel campo dellʼalternative-rock strumentale italiano.

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Hanno esordito nel 2015 con un disco di brani originali ispirati al mondo delle colonne sonore e delle sonorizzazioni italiane degli anni ’60 e ’70.  Nel 2019 hanno pubblicato il secondo album, ripartendo dalle atmosfere cinematiche del primo album e allargandone i confini, mescolando vecchio e nuovo con la capacità di valorizzare il passato con approccio attuale. Lo stile è sempre riconoscibile, un misto di prog/funk/jazz/fusion a base di Moog, tastiere e wah-wah, con riferimenti ai grandi compositori italiani di soundtrack (Morricone, Alessandroni, Cipriani, Mariano, Umiliani), un’offerta musicale aperta, inclusiva, di livello e dai mille aspetti.

Sabato 07 Novembre | h 22:00

Monk

UGOLESS

Un trio sperimentale, due musicisti di jazz e un Sound Designer & Audio Engineer che tentano di coniugare differenti sonorità, quelle acustiche di batteria e sassofoni

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a quelle elettroniche di sintetizzatori e campionatori cimentandosi principalmente in composizioni originali o rielaborazioni di ‘citazioni musicali’. Le loro influenze musicali e culturali fanno riferimento a Coltrane, Moondog e Autechre, modulando campionature di frasi celebri del mondo del cinema, politico e storico, passando da Kubrick a Freud, Zeman ecc. L’idea dell’improvvisazione è predominante, così da rendere creativi e unici i concerti live, sperimentando poliritmi e suoni sempre nuovi

Martedì 10 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

AREA

OPEN PROJECT

formazione musicale nata intorno alla figura di Demetrio Stratos, e poi sviluppatasi grazie al talento di Patrizio Fariselli e degli altri componenti, Giulio Capiozzo, Ares Tavolazzi, Paolo Tofani.

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Una storia di sperimentazione musicale tra le più impegnative e interessanti. La loro vicenda  è interessante per molti aspetti, e perché ci ricorda che la musica può essere uno strumento politico, un veicolo attraverso il quale intervenire su temi d’interesse sociale, partecipare al dibattito pubblico e alla formazione di una coscienza collettiva.

Mercoledì 11 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

MARIO TOZZI & ENZO FAVATA

Mario Tozzi, divulgatore scientifico, e il musicista Enzo Favata. Una nuova produzione del Roma Jazz Festival basata su una serie di racconti per un lato scientifici, per l’altro musicali,

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che fondendosi, mantengono la freschezza della messa in scena. In questo caso Tozzi proporrà alcuni temi legati all’ecologia alla luce delle nuove scoperte, dal canto suo Enzo Favata, presenterà brani in buona parte improvvisati, ampiamente rifacentesi a quella tradizione folklorica che include elementi jazzistici e di tradizioni musicali delle molte parti del mondo.

Giovedì 12 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

ALEXANDER HAWKINS & HAMID DRAKE

Alexander Hawkins, sin dai suoi esordi si è fatto notare per il modo particolare di suonare il piano, tra accenni di musica classica, richiami di hard bop, riferimenti pop, un pizzico di swing,

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rendendo il tutto estremamente piacevole. Il raffinato pianista inglese passa con disinvoltura da grandi crescendo a note sussurrate, tra lunghi loop di accordi e incursioni free. Spesso insiste nella ripetizione senza mai esagerare, a volte gioca sui pedali, creando un effetto organo. Lo affianca Hamid Drake, batterista di lunga esperienza, delicato ed inesorabilmente preciso, ma anche molto versatile. Sempre proteso nella costante e istintiva ricerca del suono, che persegue sfruttando ogni cosa, bacchette, tamburi, piatti, al telo sulle pelli, suo immancabile marchio di fabbrica. Si preannuncia un concerto ipnotico, circolare e intenso, in un continuo e vicendevole inseguirsi di due linee parallele che alla fine si ricongiungono.

Venerdì 13 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

SALVADOR SOBRAL

Salvador Sobral è il cantante che ha stregato pubblico e giuria dell’Eurovision Festival conquistando tutti e facendo balzare il suo nome in primo piano nel panorama musicale europeo.

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Il suo brano “Amar Pelos Dois”, scritto da sua sorella Luísa  e conosciuto e suonato in tutto il mondo. Dopo un serio problema di salute che lo ha tenuto lontano dai concerti per molti mesi, il cantante è tornato sul palco alla finale dell’Eurovision Song Contest 2018 a Lisbona, in un duetto con il suo idolo, Caetano Veloso e, nel 2019 ha pubblicato il suo secondo album da solista Paris, Lisboa. Sobral ha una voce straordinaria, ha timbro e tecnica, appoggia le frasi della sinuosa lingua portoghese con la stessa sensibilità di un interprete jazz. Vederlo muoversi sul palco usando ogni gesto al solo scopo di accompagnare la canzone, con un atteggiamento del tutto anti pop, sa di spontaneità e sincerità.

Sabato 14 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

ROBERTO FONSECA YESUN TRIO

Roberto Fonseca, il pianista cubano, ex Buena Vista Social Club, presenta il suo nono album “Yesun. In questo progetto combina una moltitudine di stili

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– dal Jazz alla musica Classica, dal Rap al Funk fino a Reggaeton ed Elettronica – infrangendo qualsiasi convenzione. È un concerto in trio, con il percussionista Raúl Herrera e il bassista Yandy Martínez Rodriguez. “Yesun” è un gioco di parole che simboleggia l’acqua. L’acqua prelevata dal pozzo della tradizione afrocubana e restituita con un tocco moderno e lungimirante. Allo stesso modo in cui l’acqua,  portatrice di vita, muta la sua forma, così la musica di Fonseca fluisce dall’antico al moderno, intrecciando beat, spoken words, tastiere e la risonante voce di Roberto, presentando una Cuba senza confini.

Domenica 15 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

FRANCESCO DIODATI CLOROFILLA

Francesco Diodati, fra i più interessanti volti del nuovo jazz italiano. Artista rigoroso e curiosissimo, da anni al seguito di Enrico Rava, da anni impegnato su più fronti,

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portando avanti una ricerca che sta diventando sempre più personale. Un pensiero musicale che, attraverso un’arte poetica e funzionale, intende sensibilizzare il pubblico su questioni ormai divenute cruciali, come quelle relative all’ambiente e alla sua salvaguardia. Le composizioni originali, per lo più scritte da Francesco Diodati, con incursioni nella tradizione folk italiana e persiana ad opera di Leila Shirvani, sono contraddistinte da atmosfere riflessive e rarefatte, con la melodia a guidare la musica ed a coniugare le due anime del gruppo: quella jazzistica del coté maschile e quella classico-contemporanea delle due sorelle.

Martedì 17 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

MARCO BARDOSCIA TRIO THE FUTURE IS A TREE

Marco Bardoscia classe 1982. Negli anni si è esibito in alcuni tra i più importanti festival e club d’Italia.In carriera ha registrato circa quaranta album come sideman e vanta

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collaborazioni di rilievo nel panorama jazzistico europeo. Il lavoro è incentrato sul tema del tempo, sia cronologico, come nella suite iniziale dedicata alle quattro stagioni, che meteorologico, nei brani della seconda parte che rappresentano una riflessione sui danni causati dal cambiamento climatico. Tutti brani originali nati dalla penna di Bardoscia e confermano la felice vena creativa che il musicista ha messo in luce fin dalle sue prime opere, contraddistinte da melodie incisive e da un lirismo

intimo e rarefatto.

Giovedì 19 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

DANIELE DI BONAVENTURA BAND’UNIÒN

La sua carriera vanta numerose collaborazioni e partecipazioni a festival nazionali e internazionali, spaziando dalla musica classica a quella contemporanea.

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Il progetto musicale del quartetto ruota attorno al jazz, al tango, all’etno, e alla libera  improvvisazione. Il concerto propone l’ultimo lavoro dedicato alle musiche della resistenza e delle rivoluzioni del mondo ma tenendo in considerazione la qualità e l’interesse per la melodia e l’armonia. Gli arrangiamenti originali hanno dato vita a nuove canzoni, che possono sfidare composizioni considerate più serie e colte. Il progetto è dedicato ad una grande persona e soprattutto amico di di Bonaventura, il foto-giornalista Mario Dondero, il quale ha raccontato con le sue splendide immagini i più importanti eventi culturali e sociali degli ultimi 50 anni e che ha vissuto personalmente la resistenza nelle squadre partigiane della Val d’Ossola durante la seconda guerra mondiale

Venerdì 20 Novembre | h 21:00

Auditorium Parco della Musica

YILIAN CANIZARES RESILIENT TRIO

Yilian Cañizares è una delle violiniste, cantanti e compositrici contemporanee più interessanti. Non tradendo mai le sue origini, miscela sapientemente ritmi jazz, classici ed afro-cubani con

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la sua voce ultraterrena. Che sia sul palco o in studio di registrazione, ci sono pochi artisti talentuosi come Yilian, nata a l’Avana, stabilitasi in Svizzera, con un gran rispetto per il passato, una sensibilità volta al futuro ed un sorriso sempre presente. Il 15 Novembre 2019 è uscito il nuovo album intitolato “Erzulie”, su etichetta Planeta Y, fondata dalla stessa Yilian Canizares, dedicato alla divinità femminile haitiana dell’Amore e della Libertà. Da sempre attenta alle tematiche dei diritti civili e femminili,“Erzulie” è anche il suo tributo a tutte le donne che vivono in questo momento storico decisamente complicato.

“Essere donna oggi in questa società è una grande sfida. Ritengo che sia mio dovere come donna, come Artista e come essere umano essere impegnata nella difesa dei diritti femminili e civili in tutto il mondo: uguale retribuzione, stesse agevolazioni per accedere alla scolarizzazione, lotta contro le violenze di ogni genere, maggior presenza delle donne nelle posizioni di potere ma soprattutto  rispetto per la nostra indipendenza e integrità morale”.

Direttore artistico: Mario Ciampà
Ufficio stampa: GDG press – Alessandro Gambino – alessandro@gdgpress.com